venerdì, 28 aprile 2006
Da "Il Giornale Di Putignano"
di Aprile 2006

Oggi, con i miei amici, ero in un locale che aveva a disposizione dei clienti alcune testate di stampa locale da leggere nell'attesa di essere serviti. Leggendo "Il Giornale Di Putignano", non abbiamo potuto non notare, e conseguentemente fare dell'ilarità su alcuni periodi letti. Riporto qualcosa, di seguito, senza fare commenti.

Consideriamo per esempio questa pagina, che per noi è stata la più bella. Sono evidenziati, in rosso, i periodi che più giù sono ingranditi:

Ecco il periodo contrassegnato con il numero 1:

Riporto per filo e per segno (punteggiatura compresa) quello che c'è scritto:

"Ma rifacendoci alla famosa ed efficace frase del premier Berlusconi riferita a quella metà di elettori indicati come "coglioni" noi ci azzardiamo a dire che leggere questi risultati elettorali è come stirare la pelle dei "coglioni" che da qualsiasi parte la si tiri si modella a secondo delle proprie esigenze."

Ma cosa avrà voluto dire?? Un periodo dal significato ignoto...
Per "pelle dei coglioni" si intende la sacchetta scrotale??

Questo è invece il periodo indicato con il numero 2:

 Anche qui riposto esattamente quello che c'è scritto nel riquadro rosso:

"I militari a titolo precauzionale e con un pò di imbarazzo hanno preso le generalità di quanti indossavano le magliette, anche se nessuna legge dello Stato vieta di mettersi una maglietta con la scritta "io sono un coglione"."

Non faccio commenti lo avevo detto all'inizio, quello di prima sul periodo numero 1 mi è scappato! Mi scuso per la qualità delle immagini, ma sono state scattate dal telefonino.



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giovedì, 27 aprile 2006
Vibrello e Stichi
"Maledette Antenne!!"

 



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lunedì, 24 aprile 2006
Da Acustica











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lunedì, 24 aprile 2006
Come Vorrei
Afterhours (Hai Paura Del Buio?)

Strichinina,
se è una bambina,
avrà una vita,
da cellula impazzita.

Come accarezzo la noia che fa,
quando un capriccio diventa realtà.

E da come vorrei...
E da come vorrei...

Perché tutto questo volere,
non diventa energia,
e non ci spazza via.

Strichinina,
se è una bambina,
congelata,
anima arrangiata.

Come accarezzo la noia che fa,
quando un capriccio diventa realtà.

E da come vorrei...
E da come vorrei...

Perché tutto questo volere,
non diventa energia,
e non ci spazza via.



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domenica, 23 aprile 2006
Ma Cribbio...

Ormai da un po', tra amici, si scherza sull'episodio della microfonata nei denti subita dal ex premier Silvio Berlusconi, diventata famosissima... Cito quello che è andato a suo tempo sulla trasmissione televisiva di Gezzi: "Blob":

"
Ahia!"
"Ma cribbio!!"
"Ma cosa fate??"
"E dio santo..."
"Tenga"
"Nei denti me l'ha dato"
 

Ci siamo resi conto che il significato della parola "cribbio" ci era sconosciuto. Beh! Alle 4 di notte non sapendo cosa fare prima di andare a nanna, ho deciso di scoprire cosa vuol dire "cribbio". Riporto, per accrescere il vocabolario di tutti, quello che è risultato della ricerca della parola suddetta, eseguita sul dizionario Garzanti, on 
line all'indirizzo www.garzantilinguistica.it:

Lemma: cribbio
Sillabazione/Fonetica: [
crìb-bio]
Etimologia: Alterazione eufemistica di Cristo
Definizione: inter. (pop.) esclamazione che indica sorpresa, ammirazione o rabbia.

Ma cribbio! Adesso sappiamo cosa vuol dire!

Colgo l'occassione per fare un appello... Il vocabolario è importante, serve! Anche se basta conoscere un ventina di parole per riuscire a sopravvivere, leggere e arricchire il proprio vocabolario è importante, una delle ragioni può essere chiarita citando Homer Simpson:

"Marge, mi passi quell'oggetto che serve a scavare il gelato?"

Alle volte una parola può esprimere un concetto molto più chiaramente rispetto ad un'intera frase. Come cucchiaio nel caso di Homer.

Ma ancora più importante di quello che ho scritto sopra... Quando capita di ascoltare o leggere parole di cui non si conosce il significato, la prima cosa da fare non è cercare di capirlo dal contesto. Oddio... E' certo che sul momento, per riuscire a capire il discorso ci si può/deve provare, però in un secondo momento, deve essere tassativo ricorrere al dizionario! Se non si vuole ricorrere al diozionario, è meglio evitare di fare come quei poveretti (io ne conosco uno ad esempio) che tirano fuori all'interno di un discorso, delle parole "appariscenti" per cercare, forse, di dimostrare di avere un vocabolario più ampio di quello di un bimbo di 10 anni, e poi tali parole "altisonanti" non hanno nulla a che vedere con il discorso, dal momento che il loro significano come dice Di Pietro (vabbè non c'entra molto adesso Di Pietro) non c'azzecca! Certe cose fanno davvero ridere, ergo è bene ampliare il vocabolario personale e non inventare neologismi, ma soprattuto è ancora più importante evitare di tirare a caso in una frase delle parole a sproposito, solo perchè suonano bene. Non si può parlare se non si conosce il significato di ciò che si sta per dire!!!! ... "E dio santo!" come diceva il premier.

La morale della favola, la chiarisce ulteriormente la seguente citazione di Nanni Moretti dal film Palombella Rossa:

"Chi parla male, pensa male, e vive male!
Bisogna trovare le parole giuste!
Le parole sono importanti!"



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venerdì, 21 aprile 2006
Autopsicografia
Fernando Pessoa

Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.

E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono proprio
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.

E così sui binari in tondo
gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore.



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mercoledì, 19 aprile 2006
Qui Non è Hollywood
Negrita  (Reset)


Esco di scena e vado a camminare solo,
sui marciapiedi io volo.
Sono straniero nella mia citta' ,
la gente passa mi vede e lo sa.
Mi fermo, poi riparto, poi mi fermo ancora e osservo,
la strada che si colora,
c'e' una faccia in vetrina...mi guarda e va via,
chi e' lo straniero a casa mia? ... casa mia

E trovo Andy il matto che e' vent'anni che e' li,
e mi dice: "qui va bene cosi',
tanto tutto e' troppo e basta quel che hai
e forse un giorno lo capirai".
Ma te che ne sai,
ma chi cazzo sei?
pero' so che ha ragione lui,
perche' lui e' un matto autentico,
e io troppo spesso mi dimentico che qui...

Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood.

Arriva il buio e la gente vai via svelta,
e come per magia nelle telestazioni l'universo va in festa,
ancora un altro giorno alla finestra.
Ma uno straniero in fondo che ne sa,
di come funziona e di come va,
e anche se i sogni in questo posto finiscono in vino,
anche se perdi sempre a tavolino qui...

Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood.

E anche se il film te l'aspettavi con un altro finale,
e se qualcosa in fondo e' andato male qui...

Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood,
Qui non e' Hollywood.



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domenica, 16 aprile 2006
Parcheggio "Impossible"

Questo è uno stupidissimo post autocelebrativo completamente ameno ad ogni cosa che possa essere ritenuta lontanamente sensata. Odio le autocelebrazioni, ma questa è una autocelebrazione su qualcosa di inutile quindi me la concedo. 

Sono le 3:00 del mattino. Ritorno a casa, e dannatamente nelle vicinanze del portone, non c'è spazio per parcheggiare... E' incredibile, faccio il giro dell'isolato, ma niente... Nessuno spazio. Tra me e me penso: "Diavolo! non è possibile!". L'unica soluzione a questo punto era parcheggiare lontanissimo... Riprovo a fare il giro dell'isolato per vedere con più attenzione se un posto ci fosse. L'attenzione è stata cattuarata da uno spazio irrisorio. Era così poco che non credevo potesse accogliere la macchina di mia madre che stavo guidando. Tra l'altro quella brava persona che aveva parcheggiato la macchina dietro, lo aveva fatto in modo indecente, anche se dalla foto non si vede molto ma la macchina è di traverso.

Nulla è facile mi dico... Nulla è mai stato facile... Ci provo quindi... Mi accosto e con sole 3 manovre di precisione chirurgica riesco ad ottenere questo risultato:

Ad occhio e croce ci sono 5cm tra il paraurti posteriore della mia auto e quello dietro, e 5cm tra il paraurtianteriore della mia auto e quello avanti, se non meno. 

Siccome non mi piace fare retorica, lascio trarre a chi legge la morale del parcheggio.



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lunedì, 10 aprile 2006
Afterhours A Conversano

Sabato sera parlando con una mia amica (che saluto: "Ciao! Ciao!"), mi sono ricordato che un tempo avevo un blog: questo... E' davvero da un sacco di tempo che non mi degnavo di aggiornare questo spazio... Ne approfitto adesso, mentre seguo alla tv lo spoglio delle schede delle elezioni...

Dopo una lunga attesa, ieri domenica 09 Aprile 2006 è arrivato finalmente il tanto atteso concerto degli Aftehours, a Conversano. Lasciando da parte le tante aspettative nei confronti di questo concerto, che tuttavia erano davvero molte, passo direttamente alla giornata di ieri. Decidiamo di vederci con Ciccio e Nico, alle tre del pomeriggio, per andare prima a prendere un caffè poi a votare e successivamente partire per il concerto.

Il concerto incomincia ufficialmente alle 21:00… Siamo arrivati forse un po’ troppo presto… Ai cancelli non c’era nessuno, decidiamo di impegnare il tempo in giro per il paese. Alle 19:00 circa siamo nuovamente sotto in cancelli che nel frattempo si erano popolati.

I cancelli aprono, vista la nostra buona posizione, raggiungiamo immediatamente la seconda fila subito dopo le barriere antipanico, attendiamo in questa posizione mentre il palazzotto dello sport, piano piano viene a riempirsi.

Le luci si spengono e sul palco fa il suo ingresso il mitico Manuel Agnelli e gli altri. Imbracciano gli strumenti e il concerto ha inizio. Tempo trenta secondi dall’inizio della prima canzone, la prima fila è una bolgia. E tempo dieci minuti per salvaguardare la nostra incolumità fisica decidiamo di arretrare leggermente.

A questo punto, messo da parte il problema della sopravvivenza incominciamo a prestare attenzione unicamente alla musica. Ci si rende immediatamente conto che l’acustica del palazzetto, senza mezzi termini fa cagare, praticamente giunge all’orecchio una accozzaglia di suoni confusi. Se le canzoni non le conoscessi già avrei davvero faticato a capire qualcosa, la voce di Manuel a tratti non si riesce a distinguere o meglio si sente che sta cantando, ma non si capisce cosa, stia cantando. Parte in questo modo un treno di canzoni, una dietro l’altra, nessuna interruzione, non una parola tra una canzone e l’altra, fatta eccezione per il saluto a qualcuno dello staff che era all’ultimo concerto con il gruppo, ergo partecipazione e coinvolgimento del pubblico: zero. Odio i concerti portati avanti in questo modo, sarà che sono stato abituato male perché ai miei primi concerti questo genere di coinvolgimento c’è stato. Quando il concerto va avanti così mi da un gran fastidio, perché ho l’impressione che chi sia sul palco abbia fretta di andar via, ho sempre questa impressione quando capito a concerti che evolvono in questo modo. La cosa mi irrita parecchio al pensiero che io come tutti gli altri, ho pagato per essere lì… Altra cosa irritante... non ricordo dopo quanti brani esattamente, ma dopo relativamente poco concerto il gruppo già esce di scena… si urla “fuori, fuori…” e il gruppo rientra… esce nuovamente … rientra… riesce … non ricordo quante volte … Questo aggiunto all’acustica scandalosa e al fatto che i grandi pezzi del gruppo sono mancati (la scaletta magari poteva essere diversa) ha portato direttamente alla delusione di tutte le mie aspettative. E non solo delle mie, all’esterno infatti, altri amici incontrati sul posto, accaniti ammiratori degli Afterhours come me, ripetono tutti le stesse cose.

Grandissimi i due nuovi membri del gruppo, il bassista (che comunque tanto nuovo non è visto che ha sostituito il vecchio bassista a dicembre), e un altro genio che suona di tutto, i quali dopo il concerto sono venuti tra il pubblico per fare due chiacchiere e concedersi ad autografi.

Alla fine dei conti il concerto ha deluso. I sedici euro del biglietto me li potevo risparmiare. Certo che se l’acustica fosse stata migliore, tutti gli altri motivi di malcontento sarebbero stati oscurati. Invece l’acustica del palazzetto dello sport di Conversano fa davvero CAGARE!!! FA CAGARE!!! Avevo sentito delle voci a riguardo, dopo il concerto dei Negrita tenutosi nello stesso palazzetto, ma non credevo che la situazione fosse davvero così scandalosa.

Una cosa ho imparato dunque, da questo concerto: L’acustica del palazzetto dello sport di conversano FA CA-GA-RE!!!! Al prossimo concerto in quel palazzetto non ci andrei neanche se mi pagassero per fare presenza!! Dannati!!! Non si possono organizzare concerti in un posto del genere!!

Spero che gli Afterhours scendano nuovamente da queste parti in estate. All’aperto non ci sono di questi problemi.


Posso Avere Il Tuo Deserto?
Afterhours - Germi

Sai ancora se vuoi?
Hai volontà?
O stai soltanto crollando
Con razionalità?

E con l'abitudine ti spengon già
Dando alla violenza una profondità

Puoi pensare che andrà
Senza un'azione
E la verità passi
Lasciando il posto alla ragione

E con l'abitudine ti han spento già
Dando alla violenza una profondità, si sa

Ti vedo passare
Sopra la corrente
Non senti sconcerto
Posso avere il tuo deserto?

E con l'abitudine ti han spento già
Dando alla violenza una profondità, che ha

Razionalità, razionalità,
Razionalità, razionalità...



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